TRATTAMENTO DELLE CAROTIDI E DEGLI ANEURISMI

 

Carotidi ed Aneurismi CAROTIDI ED ANEURISMI

Le arterie sono i vasi sanguigni che portano sangue ricco di ossigeno in tutto il corpo mentre le carotidi sono arterie del collo e forniscono sangue al cervello.
Le carotidi, come altre arterie, possono restringersi e causare un rallentamento o blocco del flusso di sangue, con rischio di ictus.

Trattamenti:

– farmaci antiaggreganti quali l’aspirina, la ticlopidina o il clopidogrel costituiscono la via più importante per la prevenzione di eventuali ictus nelle persone affette da malattie della carotide. Questi farmaci vengono in genere consigliati in presenza di occlusioni limitate o quando una delle arterie carotidee è completamente occlusa (normalmente non vengono fatti interventi chirurgici o con angioplastica per riaprire le carotidi completamente occluse). In alcuni casi il medico può consigliare una terapia con farmaci anticoagulanti. In questo caso è importante attenersi alle raccomandazioni suggerite non trascurando i controlli periodici del sangue. Quando la malattia o le ostruzioni della carotide sono più severe e la sola terapia con farmaci non è sufficiente in genere si raccomanda un intervento chirurgico o l’angioplastica con applicazione di stent.

– L’endoarteriectomia è l’intervento chirurgico che viene praticato per rimuovere un’ostruzione a livello delle carotidi. Con esso si rimuove la placca che ostruisce l’arteria per riaprire il passaggio al flusso del sangue verso il cervello. L’intervento si effettua in anestesia generale o, in alcuni casi, in anestesia locale.

– L’angioplastica con applicazione di stent a livello dei restringimenti delle carotide si è diffusa come alternativa alla chirurgia. È frequente l’uso di sistemi di protezione transitoria (durante la procedura) per il cervello da eventuali embolie. L’angioplastica utilizza un catetere (piccolo tubo flessibile) che viene inserito dentro l’arteria femorale a livello dell’inguine e sospinto fino alla carotide da trattare. L’angioplastica è eseguita in anestesia locale nella reagione inguinale. Il paziente rimane sveglio e collabora con le istruzioni fornite dall’equipe.