{"id":2837,"date":"2014-02-25T13:07:08","date_gmt":"2014-02-25T12:07:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/cuore\/?page_id=2837"},"modified":"2014-02-25T13:12:05","modified_gmt":"2014-02-25T12:12:05","slug":"patologie-cardiache","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/cuore\/patologie-cardiache\/","title":{"rendered":"PATOLOGIE CARDIACHE"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"29%\"><img loading=\"lazy\" alt=\"Ipertensione Arteriosa\" src=\"http:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/img\/patologie\/ipertensione_arteriosa.jpg\" width=\"200\" height=\"89\" border=\"1\" \/><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71%\"><strong>IPERTENSIONE ARTERIOSA<br \/>\n<\/strong>La pressione arteriosa \u00e8 la pressione del sangue esercitata dal cuore sulla parete delle arterie durante le fasi di attivit\u00e0 cardiaca, rappresentate dalla contrazione del ventricolo sinistro (sistole) e dal suo rilassamento (diastole). In fase sistolica si rileva il valore massimo di pressione (pressione sistolica o massima), mentre in diastole il valore minimo (pressione diastolica o minima).<br \/>\nSi intende una pressione sanguigna pi\u00f9 alta del normale; il cuore deve faticare di pi\u00f9 per spingere il sangue in circolo e, a lungo andare, questo stato porta al danneggiamento dei vasi arteriosi, a cominciare dalle arteriole pi\u00f9 piccole, soprattutto dei reni e degli occhi.<br \/>\nPartendo dal presupposto che la pressione aumenta con l\u2019et\u00e0, subisce variazioni durante la giornata, durante uno sforzo o un\u2019emozione, \u00e8 importante comunque definire un limite tra \u201cnormale\u201d e \u201cpatologico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sintomi:<br \/>\n<\/strong>Non esistono disturbi specifici e molti ipertesi si sentono bene per lungo tempo.\u00a0Quelli pi\u00f9 frequentemente accusati sono: palpitazioni, vertigini, cefalea, nervosismo, stanchezza, ronzii, epistassi (sangue dal naso), disturbi che possono essere tuttavia riscontrati anche in assenza di pressione elevata.<\/p>\n<p><strong>Diagnosi:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Terapia:<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"29%\"><img loading=\"lazy\" alt=\"Cardiopatia Ischemica\" src=\"http:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/img\/patologie\/cardiopatia_ischemica.jpg\" width=\"200\" height=\"89\" border=\"1\" \/><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71%\"><strong>CARDIOPATIA ISCHEMICA<\/p>\n<p><\/strong>La cardiopatia ischemica \u00e8 una malattia determinata da un ridotto apporto di sangue al cuore per l&#8217;ostruzione o il restringimento dei vasi che nutrono il muscolo cardiaco, il miocardio. Questi vasi, chiamati arterie coronarie, sono soggetti, come altre arterie di vari distretti corporei, ad un processo di irrigidimento e di deposizione di grassi sulle pareti, fenomeno comunemente noto con il nome di aterosclerosi, che si sviluppa abitualmente con il trascorrere degli anni.<br \/>\nLa cardiopatia ischemica \u00e8 la pi\u00f9 comune causa di morte nei paesi industrializzati, ed \u00e8 per tale motivo che \u00e8 importante conoscerne le cause per poterla prevenire.<\/p>\n<p><strong>Sintomi:<\/strong><br \/>\nLa sintomatologia della cardiopatia ischemica ha elementi comuni nelle differenti forme di presentazione, angina ed infarto: entrambi si manifestano con dolori toracici simili ad una sensazione di peso, possono essere irradiati al collo, alle spalle e agli arti superiori, talora sono accompagnati da sudorazione fredda e svenimenti. I dolori dell&#8217;angina durano solo alcuni minuti, mentre quelli dell&#8217;infarto durano assai di pi\u00f9 e possono non passare con i farmaci che solitamente risolvono i sintomi dell&#8217;angina. Il dolore \u00e8 comunente sordo, a partenza interna, non interessa le strutture ossee superficiali, non si modifica con i movimenti del torace.<\/p>\n<p><strong>Diagnosi:<\/strong><br \/>\nAttraverso una minuziosa raccolta delle caratteristiche dei sintomi accusati dal paziente e dei fattori di rischio dello stesso, il medico pu\u00f2 avere informazioni preziose per sospettare una cardiopatia ischemica e proseguire con gli accertamenti diagnostici del caso.<br \/>\nIl primo esame da eseguire \u00e8 l&#8217;elettrocardiogramma basale che nel paziente asintomatico, non sempre evidenzia un&#8217;ischemia; in questo caso \u00e8 opportuno effettuare un elettrocardiogramma sotto sforzo.<br \/>\nLo sforzo fisico ha il fine di fare aumentare i battiti cardiaci e quindi il consumo di ossigeno con conseguente induzione di ischemia evidenziabile con il tracciato elettrocardiografico e\/o con l&#8217;insorgenza dei sintomi precedentemente descritti.<br \/>\nSe i risultati ottenuti da quest&#8217;ultima metodica diagnostica lasciano dei dubbi interpretativi si pu\u00f2 sottoporre il paziente ad un&#8217;indagine pi\u00f9 fine: la scintigrafia miocardica.<br \/>\nEssa consiste nell&#8217;iniettare per via endovenosa, al culmine dello sforzo fisico, una sostanza che evidenzier\u00e0 le zone ischemiche del cuore.<br \/>\nLa coronarografia \u00e8 l\u2019esame pi\u00f9 indicato per studiare la gravit\u00e0 della malattia coronarica.<strong>Terapia:<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"29%\"><img loading=\"lazy\" alt=\"Valvulopatia\" src=\"http:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/img\/patologie\/valvulopatia.jpg\" width=\"200\" height=\"89\" border=\"1\" \/><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71%\"><strong>VALVULOPATIA<\/strong><br \/>\nSi parla di valvulopatia quando una valvola cardiaca non lavora pi\u00f9 in modo appropriato, restringendosi o chiudendosi male. La valvulopatia pu\u00f2 essere congenita e acquisita in seguito a malattie cardiache.<\/p>\n<p><strong>Sintomi:<\/strong>\u00a0<strong><\/p>\n<p>Diagnosi:<\/p>\n<p>Terapia:<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"29%\"><img loading=\"lazy\" alt=\"Scompenso Cardiaco\" src=\"http:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/img\/patologie\/scompenso_cardiaco.jpg\" width=\"200\" height=\"89\" border=\"1\" \/><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71%\"><strong>SCOMPENSO CARDIACO<br \/>\n<\/strong>Lo scompenso cardiaco \u00e8 una condizione che si ha quando il cuore, e in particolare il ventricolo sinistro, perde la sua normale capacit\u00e0 di pompare sangue per mantenere le funzioni vitali dell&#8217;organismo e, quindi, lavora con sempre minore efficienza. Si verifica sempre quando il miocardio \u00e8 danneggiato e sovraffaticato. Vengono cos\u00ec a crearsi diverse alterazioni nella circolazione arteriosa e venosa, che aggravano ulteriormente lo stato del cuore, danneggiandolo in modo irreversibile. Inizialmente la quantit\u00e0 di sangue pompata dal cuore al resto dell&#8217;organismo risulta ridotta, mentre quella che torna dall&#8217;organismo al cuore incontra una resistenza superiore al normale. Di conseguenza, l&#8217;aumento della pressione venosa provoca un&#8217;uscita del sangue dai vasi e causa edema ai polmoni o agli arti inferiori (tipica la formazione di edema declive, caratterizzato dall&#8217;ingrossamento delle caviglie). Generalmente non si manifesta in modo improvviso, ma tende a svilupparsi lentamente; cos\u00ec possono trascorrere anni prima che emergano sintomi chiari e si possa intervenire. L&#8217;insufficienza funzionale cronica del cuore pu\u00f2 avere anche esito fatale.\u00a0<strong><\/p>\n<p>Sintomi:<br \/>\n<\/strong>I sintomi principali dello scompenso cardiaco sono edema (accumulo di liquido nell&#8217;addome, nei polmoni, nelle gambe, nei piedi); insufficienza respiratoria (causata da un eccesso di liquido nei polmoni, si presenta generalmente come un&#8217;asfissia da annegamento); tosse secca persistente, con respiro affannoso; stanchezza (causata dal carente rifornimento di ossigeno ai muscoli e ai tessuti, con possibili danni a vari organi); inappetenza (per la ridotta efficienza dell&#8217;apparato digerente); confusione mentale (perdite di memoria, disorientamento); aumento della frequenza cardiaca (il cuore aumenta i battiti per compensare la perdita della capacit\u00e0 di pompa muscolare, fino alla comparsa di palpitazioni).\u00a0<strong><\/p>\n<p>Diagnosi:<\/p>\n<p>Terapia:<br \/>\n<\/strong>Il trattamento dello scompenso cardiaco varia sulla base della gravit\u00e0 della malattia. Si interviene con diversi tipi di farmaci, a seconda delle circostanze. I diuretici favoriscono l&#8217;eliminazione del sodio e dei liquidi in eccesso, ma sono controindicati nei casi di diabete, gotta e livelli elevati di grassi nel sangue. I beta-bloccanti agiscono su recettori specifici diffusi in tutto l&#8217;organismo, e dunque anche nei vasi sanguigni, ma non possono essere presi da chi soffre d&#8217;asma, di insufficienza cardiaca, di depressione, di problemi gravi alla circolazione nelle gambe. Gli ace-inibitori infine agiscono su un sistema di controllo della pressione situato nei reni e non hanno particolari controindicazioni, se non durante la gravidanza.\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"29%\"><img loading=\"lazy\" alt=\"Aritmie Cardiache\" src=\"http:\/\/www.studiomediconassoderosis.it\/img\/patologie\/aritmie_cardiache.jpg\" width=\"200\" height=\"89\" border=\"1\" \/><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"71%\"><strong>ARITMIE CARDIACHE<br \/>\n<\/strong>Aritmie sono le alterazioni della normale sequenza dei battiti cardiaci<br \/>\nQuando si osserva un aumento anomalo dei battiti si parla di tachiaritmie o tachicardie.\u00a0 Se al contrario si ha una diminuzione anomala del numero dei battiti si parla di bradiaritmie o bradicardie.<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>Sintomi:<\/strong><br \/>\nLa forma pi\u00f9 semplice di tachiaritmia, la extrasistole, pu\u00f2 non essere minimamente apprezzata oppure manifestarsi come sensazione di irregolarit\u00e0 del battito cardiaco, talora associata alla percezione di un senso di &#8220;vuoto&#8221;, come se per un momento il cuore si fermasse.<br \/>\nLe tachicardie si manifestano con una chiara sensazione di marcato aumento del numero dei battiti cardiaci, che si possono succedere in modo regolare o irregolare. Quando la frequenza cardiaca \u00e8 molto alta ci possono essere senso di schiacciamento al petto, mancanza di respiro, sudorazione, spossatezza, vertigini. Nelle forme pi\u00f9 gravi si pu\u00f2 arrivare alla perdita di coscienza.<br \/>\nNelle bradicardie si possono avere senso di affaticamento, ridotta tolleranza agli sforzi, vertigini, ed anche in questo caso, nelle forme pi\u00f9 gravi, si pu\u00f2 arrivare alla perdita di coscienza<\/p>\n<p><strong>Diagnosi:<\/strong><br \/>\nIl primo esame da eseguire in una persona che abbia disturbi che fanno sospettare un\u2019aritmia \u00e8 l\u2019<em>elettrocardiogramma<\/em>\u00a0(ECG).<br \/>\nE\u2019 per\u00f2 possibile che l\u2019ECG, in particolare se effettuato in assenza di disturbi, non dia informazioni adeguate.<br \/>\nIn questo caso le indagini vanno approfondite effettuando un<em>elettrocardiogramma dinamico (Holter)<\/em>: elettrocardiogramma che viene eseguito mediante un registratore a cassetta collegato al paziente con elettrodi adesivi.<br \/>\nIn alcuni casi un ulteriore approfondimento pu\u00f2 essere ottenuto attraverso l\u2019esecuzione di esami che favoriscano la comparsa di aritmie, permettendone una precisa identificazione.<br \/>\nQuesti esami suppletivi vengono detti\u00a0<em>tests provocativi<\/em>\u00a0e comprendono:<br \/>\n<em>prova da sforzo al cicloergometro<\/em>,\u00a0<em>studio elettrofisiologico transesofageo,\u00a0<\/em><em>studio elettrofisiologico endocavitario<\/em>,\u00a0<em>tests farmacologici.<\/em><\/p>\n<p>Accanto a questi esami atti ad identificare le caratteristiche e la natura dell\u2019aritmia vanno poi eseguite indagini mirate ad ricercare eventuali malattie del cuore o sistemiche, causa delle aritmie osservate<\/p>\n<p><strong>Terapia:<br \/>\n<\/strong>Di norma le aritmie non disturbanti nelle quali non sia stata riconosciuta la presenza di una malattia di cuore o sistemica non necessitano di alcun trattamento.<br \/>\nQualora invece sia stata identificata la presenza di una malattia di cuore o sistemica \u00e8 opportuno, prima di intervenire direttamente sull\u2019aritmia, tentare, quando possibile, di curare la malattia che produce l\u2019aritmia.<br \/>\nMolto spesso infatti aritmie cardiache che si manifestano in corso di ipertensione arteriosa, ischemia cardiaca, cardiomiopatie, disturbi della tiroide o dell&#8217;apparato digerente, migliorano o addirittura scompaiono una volta risolti questi quadri patologici.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp; IPERTENSIONE ARTERIOSA La pressione arteriosa \u00e8 la pressione del sangue esercitata dal cuore sulla parete delle arterie durante le fasi di attivit\u00e0 cardiaca, rappresentate dalla contrazione del ventricolo sinistro (sistole) e dal suo rilassamento (diastole). 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