FIBRILLAZIONE ATRIALE

 

Fibrillazione Atriale COS’E’ LA FIBRILLAZIONE ATRIALE

La fibrillazione atriale (FA) è la patologia aritmica più diffusa nel mondo. Sono circa 2.3 milioni di persone nei soli Stati Uniti ad esserne affette ed il numero di casi è in costante aumento, anche in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione generale.

La prevalenza (percentuale di insorgenza/riscontro della patologia) della FA nei pazienti con età superiore ai 55 anni è dello 0.1%.

La prevalenza nei sessantenni è dello 3.8%

La prevalenza negli ottantenni è del 10%.

La prevalenza negli ultra-ottantenni è del 9%.

La FA compare in maniera significativamente più alta nei maschi rispetto alle femmine.

La fibrillazione atriale è caratterizzata dalla perdita della coordinata attività contrattile degli atri (camere del cuore che ricevono il sangue dai distretti venosi). Questo si traduce in numerosi possibili scenari clinici tra cui la tachicardia (asintomatica o sintomatica), lo scompenso cardiaco, eventi ischemici trombo-embolici.

I FATTORI DI RISCHIO

Esistono numerosi fattori di rischio che predispongono all’insorgenza o al mantenimento dell’aritmia.

Le principali cause cardiovascolari:

– l’ipertensione arteriosa di lunga durata
– la valvulopatia mitralica
– la cardiopatia ischemica
– 
lo scompenso cardiaco
– le cardiomiopatie in generale

Altre cause non cardiache possono essere:

- i distiroidismi
- alterazioni elettrolitiche (bassi livelli di potassio, magnesio o calcio)
– l’assunzione di alcol o farmaci (detti simpaticomimetici)

Molto più raramente la FA è sottesa a patologie neoplastiche tipo il feocromocitoma o tumori polmonari.

Molte volte la FA non è indotta da nessuno dei fattori brevemente descritti. In assenza di ciascuno dei suddetti fattori eziologici o di alterazioni ecocardiografiche maggiori, viene classificata come idiopatica.

IL TRATTAMENTO CHIRURGICO DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE

Storicamente il primo approccio terapeutico è stato rappresentato dalla terapia farmacologica.

Recenti studi hanno dimostrato la modesta efficacia del trattamento farmacologico, a medio-lungo termine, nel garantire una cardioversione (ritorno al normale ritmo cardiaco) duratura.
Già negli anni ’90 era stata messa a punto una tecnica chirurgica di ablazione della FA, consistente nella creazione di una complessa serie di lesioni (tecnica “taglia e cuci – cut and sew”) effettuate dal chirurgo sulla parete degli atri (destro e sinistro). Tale operazione ha dimostrato elevati tassi di ripristino del ritmo sinusale (RS) tanto da poter essere considerata il gold-standard della terapia della FA. Di converso, però, tale intervento risultava tecnicamente complesso, lungo e richiedeva la sternotomia mediana e l’arresto cardiaco cardioplegico.

La tecnica chirurgica consiste nell’isolare elettrIcamente la zone dell’atrio sinistro da cui normalmente origina l’aritmia (“trigger”). Questo discorso è valido per un’elevata percentuale dei casi di FA parossistica e per molti dei casi diFA persistente.