PATOLOGIE VASCOLARI

Asma Bronchiale ANEURISMI DELL’AORTA

L’aneurisma è una dilatazione dell’aorta, frequentemente nel suo tratto addominale, che può raggiungere diametri fino a 5 volte il normale.

Sintomi:
A causa delle leggi fisiche dei fluidi, la tensione che si produce sulla parete di un’arteria ad ogni gettito cardiaco è proporzionale al diametro del vaso oltre che alla pressione. Avendo l’aorta un grosso calibro, l’ipertensione è deleteria in modo particolare su una parete vasale resa anelastica e più soggetta allo sfiancamento. Le altre malattie causa di aneurisma aortico possono essere la sifilide, la tubercolosi, le infezioni batteriche, l’artrite reumatoide.

Diagnosi:
L’aneurisma addominale generalmente è asintomatico e la sua diagnosi si fa incidentalmente durante un esame ecografico eseguito per altri motivi, diventa sintomatico quando le sue dimensioni sono tali da provocare dolore ciò avviene quando le dimensioni stesse sono tali da comprimere i tessuti circostanti. 

Terapia:
Il trattamento chirurgico o per via endovascolare (EVAR) è riservato a tutti gli aneurismi sintomatici cioè che provocano dolore, mentre si riserva a tutti gli aneurismi aortici asintomatici ma con diametro, alla TC, maggiore di 5,5 cm

BPCO STENOSI CAROTIDEE

La stenosi carotidea é la riduzione patologica del calibro dell’arteria carotide generalmente dovuta ad aterosclerosi. Le placche aterosclerotiche si formano inizialmente sulle pareti della carotide esterna e successivamente si estendono alla carotide interna. Il rischio di complicanze cerebrovascolari correla con il grado di stenosi, la presenza di ulcerazioni e stati di ipercoagulabilitá.

Sintomi:
La stenosi della carotide puó rendersi sintomatica con la comparsa di un deficit neurologico transitorio (attacco ischemico transitorio o TIA) o permanente dovuto ad una ischemia cerebrale.

Diagnosi:
L’iniziale valutazione dei vasi del collo é eseguita con uno studio ecocolordoppler che permette una valutazione rapida e non invasiva in termini di riduzione di calibro e flusso ematico delle arterie. La risonanza magnetica con tecnica angiografica puó sostituire in alcuni casi di stenosi carotidea l’angiografia perché consente una ottima valutazione della carotide nel suo tratto al collo e a livello intracranico. L’angiografia rimane l’esame di scelta nello studio della stenosi carotidea e permette una ottimale definizione dell’entitá della stenosi e della vascolariozzazione intracranica.

Terapia:

Endoarterectomia Carotidea: L’endoarterectomia é un intervento chirurgico praticato in in anestesia generale e consiste nella rimozione microchirurgica della placca ateromasica della carotide. Il North American Symptomatic Carotid Endoarterectomy Trial (NASCET) ha mostrato che in pazienti con attacchi ischemici transitori (emisferici o retinici) o con eventi cerebrovascolari non disabilitanti avvenuto entro 120 giorni e con stenosi ipsilaterale di alto grado (>70%), l’endoarterectomia carotidea riduce l’incidenza di eventi cerebrovascolari fatali e non del 17% a 18 mesi quando raffrontata con la sola terapia medica.

Angioplastica e Stent Carotideo: Il trattamento endovascolare mediante accesso femorale é una metodica alternativa alla chirurgia nel trattamento della stenosi carotidea e consiste nella dilatazione dell’arteria stenotica e nel posizionamento al suo interno di uno stent che garantisce la pervietá del vaso.

OSAS OSTRUZIONI ARTERIE

La presenza di una placca aterosclerotica nelle arterie degli arti inferiori, con conseguente ostacolo alla circolazione sanguigna, può rendersi responsabile di un rilevante

Sintomi:
Impedimento a camminare in salita o per tratti superiori a 200 metri. Con il progredire delle lesioni ostruttive, possono manifestarsi segni e sintomi anche più severi, quali dolori a riposo o ulcerazioni cutanee a livello delle estremità, specialmente in soggetti diabetici. 

Diagnosi:
Dopo aver valutato clinicamente il disturbo circolatorio con una visita angiologica, si è in grado di precisare la diffusione e la severità della malattia con un eco-color Doppler, riservando esami più avanzati, quali l’angiografia, tradizionale o con Risonanza Magnetica, ai casi più severi e complessi. 

Terapia:
I provvedimenti terapeutici dipendono dallo stato di malattia: inizialmente i si definisce un’adeguata terapia farmacologia associata all’esercizio fisico. Nei casi con lesioni ostruttive più gravi, che possono minacciare anche la perdita dell’arto, si ricorre all’angioplastica percutanea oppure alla terapia chirurgica tradizionale (bypass periferico).

Insufficienza Respiratoria VARICI ARTI INFERIORI

Le varici sono delle vene dilatate e tortuose.

Sintomi:
Si manifestano a carico della vena safena, sulla superficie della coscia e della gamba, che oltre gli evidenti svantaggi estetici, le varici possono rappresentare un pericolo per la salute della gamba, potendosi complicare con tromboflebiti ed ulcere.

Diagnosi:
Valutazione diagnostica con eco-color Doppler.

Terapia:
Terapia chirurgica delle varici utilizzando tecniche chirurgiche miniinvasive (scleroterapia, micro-incisioni, laser, radiofrequenza), generalmente in anestesia locale, in Day Hospital o in regime di ospedalizzazione breve.