Sanità, nuova tecnica per la fibrillazione atriale sperimentata a Bari: “Approccio mini invasivo”

L’innvazione permette di ristabilire un normale ritmo cardiaco con un’incisione di pochi centimetri e in anestesia generale, senza circolazione extra corporea”: la tecnica all’Anthea.

È una tecnica innovativa che consente di ripristinare il normale ritmo cardiaco in chi soffre di fibrillazione atriale. A metterla a punto è stato il team di cardiochirurgia di Anthea hospital di Bari. “Abbiamo integrato la tecnica tradizionale di ablazione endocardica percutanea con quella epicardica chirurgica con approccio mininvasivo”, spiega Giuseppe Nasso, responsabile del dipartimento di Cardiochirurgia.

“Con il nostro lavoro – aggiunge – abbiamo identificato una nuova linea di ablazione corrispondente al cosiddetto fascio di Bachmann, una struttura del cuore che trasmette l’impulso elettrico permettendo la corretta contrazione del muscolo cardiaco, ma che nei soggetti affetti da fibrillazione atriale può essere anch’esso responsabile del mantenimento dell’aritmia”.
Si tratta di una procedura mininvasiva e l’approccio avviene attraverso una piccola incisione chirurgica di circa 3-4 cm a livello dell’emitorace destro e con una sonda all’interno del pericardio. L’operazione viene eseguita in anestesia generale, a cuore battente e senza la necessità della circolazione extracorporea e ha una durata di circa 45-60 minuti.

“Dopo l’intervento – spiega Nasso – il paziente è trasferito nel reparto di terapia sub-intensiva, sveglio, dove rimane alcune ore in osservazione prima di essere portato in reparto di degenza ordinaria. Durante la degenza il paziente è sottoposto esami ematochimici di routine, a controllo costante del ritmo cardiaco mediante telemetria, a ecocardiogramma per la valutazione della funzionalità cardiaca e a rx torace per escludere versamenti pleurici. È anche somministrata una terapia farmacologica antiaritmica per il mantenimento del ritmo sinusale e a terapia anticoagulante per la prevenzione degli eventi cardioembolici”.

Le dimissioni avvengono solitamente dopo quattro giorni. I tempi di recupero e il ritorno a una normale attività quotidiana sono molto rapidi. La nuova procedura è già stata eseguita su 30 pazienti affetti da fibrillazione atriale e non sono state osservate complicanze chirurgiche peri-procedurali. La tecnica ha ridotto in maniera significativa il rischio di recidiva. Lo studio ha dimostrato che, a distanza di un anno, l’87% dei pazienti sottoposti alla procedura non presenta fibrillazione atriale.

Fonte: Repubblica Bari – https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/05/15/news/nuova_tecnica_fibrillazione_atriale_bari-256747851/

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